
Poter assicurarsi energia di banda* e poter continuare a mantenere prezzi dell’energia bassi e competitivi per il Canton Ticino: queste sono le motivazioni che spingono AET ad investire nei progetti termoelettrici.
Diversi studi e previsioni indicano come una delle problematiche con cui sarà confrontata la nostra moderna società a medio termine sarà il problema dell’approvvigionamento energetico. Per questo motivo, già da alcuni anni, AET si sta adoperando per cercare di continuare ad assicurare sufficiente energia a prezzi competitivi per il Canton Ticino, così come richiesto dalla legge istituente l’azienda stessa. La partecipazione ad una società tedesca che sta costruendo un impianto a Lünen e ne sta progettando un secondo a Ürdingen, entrambi in Germania, rientra nella copertura di questo bisogno. Il progetto sta tuttavia riscontrando alcune difficoltà di accettazione.
L’Azienda Elettrica Ticinese ha quindi inviato alla Consigliera di Stato, Signora Laura Sadis, in rappresentanza del Governo, una lettera in cui prende posizione sulla decisione della Commissione speciale Energia di sospendere l’esame per la partecipazione di AET alla Centrale termica. Il messaggio, in cui l’Azienda chiede l’autorizzazione per investire in questo progetto, è stato inoltrato al Consiglio di Stato il 28 marzo 2008 e inoltrato al Parlamento il 9 luglio 2008. Nel messaggio AET non chiede un finanziamento allo Stato, ma unicamente l’autorizzazione del Gran Consiglio, in qualità di organo di vigilanza politica, per attuare questo investimento con mezzi propri. La Commissione speciale Energia è stata quindi incaricata di esaminare la questione. La scorsa settimana la Commissione ha tuttavia deciso di congelare, per ora, la decisione, finché non sarà redatto e consegnato al Parlamento il piano energetico cantonale.
Questo nuovo freno alla delibera potrà avere conseguenze negative per l’approvvigionamento elettrico ticinese futuro. Nella lettera inviata al Consiglio di Stato, AET evidenzia in particolare la massima trasparenza per l’accesso a tutta la documentazione necessaria per valutare il progetto, sia da un punto di vista economico, tecnico e, soprattutto, ambientale, data ai membri della Commissione e agli esperti e ai funzionari del Dipartimento del Territorio. Inoltre sottolinea come la rinuncia a questa partecipazione la obbligherà ad approvvigionarsi sul mercato per quanto riguarda l’energia di banda, con conseguenze negative su vari fronti. Questa energia, in ogni caso, proverrà genericamente dal mercato europeo, le cui fonti energetiche sono tipicamente termiche (carbone e gas) e nucleari. I prezzi di acquisto, e di conseguenza quelli di rivendita, saranno quelli del mercato e quindi più elevati di quelli praticati oggi per il Ticino. Se invece AET potrà possedere una quota della Centrale, potrà essere automaticamente un produttore, con i noti benefici di prezzo e di certificazione.
La scelta di AET di partecipare ad una centrale a Carbone è coerente con la sua strategia volta da un lato a privilegiare le energie rinnovabili e dall’altro ad assolvere il compito di assicurare l’approvvigionamento energetico al Canton Ticino a prezzi concorrenziali, un vantaggio competitivo per l’economia ticinese.
*L’energia di banda è quell’energia che deve essere a disposizione, e quindi prodotta dalle centrali 24 ore su 24, per coprire il fabbisogno energetico di base. Si contrappone all’energia di punta, quella che deve invece essere disponibile unicamente quando richiesto e prodotta, per esempio, dalle centrali idroelettriche.
Roberta Alessia Trevisan
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