
Sta suscitando ampi dibattiti politici la partecipazione di AET alla realizzazione di una Centrale a Carbone in Germania. La scelta di investire in questo vettore energetico è tuttavia dettata dalla necessità di diversificare la propria produzione e di assicurarsi energia di banda, per poter continuare a garantire, anche in futuro, prezzi favorevoli all'economia ticinese.
La diversificazione delle fonti di produzione è uno dei punti cardine della strategia dell’Azienda Elettrica Ticinese. E diversificare significa anche investire in fonti energetiche che permettono di produrre energia di banda. L’energia che deve essere sempre a disposizione, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per coprire il fabbisogno energetico di base (per far funzionare, ad esempio, i frigoriferi o i macchinari nelle fabbriche), e che deve quindi essere prodotta di continuo. Le fonti energetiche adeguate a questo tipo di produzione sono principalmente il carbone e l’energia nucleare.
AET oggi non produce questo tipo di energia, ma se la procaccia tramite una partecipazione nel consorzio AKEB e alcuni contratti con la Francia, o, quando necessario, acquistandola sul mercato energetico.
Stante la legge istituente l’Azienda Elettrica Ticinese, AET deve assicurare l’approvvigionamento energetico del Canton Ticino a prezzi competitivi. Poter accedere a questa indispensabile energia direttamente alla produzione - e quindi a costi di produzione - è una scelta strategica e una garanzia per poter mantenere anche in futuro, quando scadranno i contratti per l’energia di banda oggi esistenti, prezzi competitivi per i rivenditori ticinesi, che a loro volta la distribuiranno ai clienti finali del Canton Ticino.
Per far fronte a questi impegni AET ha quindi vagliato diverse possibilità ed è giunta alla decisione di investire, nella forma di una “Partnerwerk”, nei progetti di costruzione di centrali termiche alimentate a carbone di ultima generazione in Germania, dove il Governo ha deciso di promuoverle al posto delle centrali nucleari.
L’Azienda ha quindi concordato l’entrata nell’iniziativa della Trianel European Energy Trading GmbH, per una fetta di produzione, fino ad un massimo di 200 MW. Ad oggi, gli investimenti finanziari di AET nel primo progetto avviato da Trianel, quello della centrale di Lünen, ammontano a circa 23,4 mio di Euro.
“Il compito di AET è quello di assicurare il fabbisogno energetico del Ticino a prezzi favorevoli, anche in futuro. Per questo abbiamo optato per questo vettore energetico e per entrare direttamente nella produzione”, sottolinea il direttore di AET, Reto F. Brunett “Se il Ticino debba investire in questo preciso vettore energetico è tuttavia una decisione politica, che spetta quindi al Parlamento. AET deve, da parte sua, mettere in luce unicamente i vantaggi e gli svantaggi di un investimento di questo tipo.”
La legge in vigore non obbliga AET a chiedere l’autorizzazione per i propri investimenti, a meno che non eccedono l’ordinaria amministrazione (cfr. art. 5 cpv. 4 LAET). Tuttavia, nonostante non ci siano indicazioni sulla soglia che definisca cosa sia l’ordinaria amministrazione, AET preferisce chiedere l’autorizzazione allo Stato se si tratta di un investimento di importanza strategica, per garantire la trasparenza del suo operato.
In questo caso, poiché AET ha dovuto decidere in tempi brevi l’entrata nel progetto (i lavori di costruzione sono iniziato lo scorso mese di agosto), è stata inserita nel contratto una clausola d’uscita senza penali. Il Parlamento ha così la possibilità di dare il suo giudizio, anche a progetto avviato. Ad ogni modo, non si tratta di un finanziamento chiesto da AET allo Stato, ma unicamente dell’autorizzazione a procedere in questo progetto, finanziato con mezzi propri, alimentati da propri utili.
L’Azienda Elettrica Ticinese oggi possiede 5 centrali idroelettriche in Ticino, che producono energia di regolazione, quella che serve per regolare le oscillazioni del fabbisogno di energia. L’elettricità è infatti un bene particolare, deve essere prodotta quando viene richiesta e non può essere immagazzinata, se non in minima parte in specifiche batterie. Vi è quindi la necessità di avere differenti tipi di questo bene: per il fabbisogno di base, per i momenti in cui c’è maggiore richiesta (sul mezzogiorno, ad esempio) e per regolare. Centrali diverse coprono questi differenti bisogni. Come detto l’energia di banda è garantita dalle centrali a carbone, nucleari e idriche a pelo d’acqua. L’energia di punta e di regolazione dalle centrali idroelettriche ad accumulazione e dalle centrali a gas. Le fonti rinnovabili, come l’energia solare o l’eolica, sono un altro importante complemento, tuttavia la loro produzione non è programmabile, ma stocastica, in quanto dipendono da diversi fattori non prevedibili, come il vento o il soleggiamento.
In ogni caso AET, sempre nel contesto della diversificazione delle fonti e delle zone di produzione, necessarie per garantire all’economia ticinese elettricità a condizioni vantaggiose (soprattutto in un periodo teso come oggi), ha previsto di investire fortemente nelle rinnovabili, come il solare, l’eolico o la biomassa solida, per un ammontare di oltre 200 milioni di franchi nei prossimi 10 anni.
Reto F. Brunett
Direttore AET
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AET, Azienda Elettrica Ticinese, è una società a capitale pubblico fondata nel 1958, che opera nel commercio, produzione e trasporto di energia elettrica in Svizzera e all’estero. Il mandato istituzionale della Repubblica del Canton Ticino impone ad AET di ”garantire l’approvvigionamento energetico del Canton Ticino a prezzi competitivi”. AET sfrutta oltre un terzo della produzione idrica cantonale ed è grossista in Ticino dei distributori di energia elettrica e di aziende di grandi dimensioni. Partecipa inoltre in imprese e consorzi di produzione energetica in Svizzera e all’estero. Il Trading Floor AET è presente sulle principali borse elettriche europee, intermediando volumi di energia in quantità multiple rispetto al volume di produzione propria. Tutti gli utili di esercizio di AET sono versati annualmente alla Repubblica del Canton Ticino. |










