
AET auspica vivamente che il Gran Consiglio nella seduta odierna si esprima positivamente riguardo il messaggio 6091.
L’Azienda Elettrica Ticinese (AET) ha preso atto dell’ipotesi di rinvio del voto sul messaggio nr. 6091 riguardante la partecipazione di AET alla centrale termoelettrica di Lünen.
AET rileva che il messaggio è stato pubblicato in data 9 luglio 2008: negli ultimi 20 mesi AET ha dato seguito a tutte le richieste di approfondimento che si sono susseguite da parte della Commissione speciale energia e del DFE.
Molte delle richieste di approfondimento riguardavano punti controversi, che in questi giorni sono stati nuovamente sollevati “ad arte” dagli oppositori alla partecipazione tedesca. AET sottolinea i seguenti aspetti:
- le autorità di Lünen sono molto favorevoli alla nuova centrale termoelettrica, che entrerà in funzione alla fine del 2012, indipendentemente dalla partecipazione di AET;
- le autorità tedesche non intendono affatto rinunciare al vettore fossile del carbone;
- la tecnologia utilizzata è quanto di più moderno esista nel settore termoelettrico: per rapporto alle centrali di vecchia generazione, gli effetti negativi sull’ambiente sono stati drasticamente ridotti.
È pure previsto il recupero del calore, con una rete di teleriscaldamento che si spingerà fino a Lünen, con ipotesi di prolungamento fino a Dortmund; - l’approvvigionamento di materia prima è assicurato da un contratto a lunga scadenza con una multinazionale che opera nel massimo rispetto degli accordi internazionali.
Le notizie riguardanti il lavoro minorile nelle miniere di approvvigionamento, così come le notizie riguardanti la messa in pericolo dell’incolumità dei sindacalisti, non concernono le miniere del fornitore RBS Sempra Commodities; - se AET dovesse rinunciare alla partecipazione di Lünen, per coprire il fabbisogno cantonale a prezzi concorrenziali sarà comunque costretta ad approvvigionarsi con “energia grigia” (non certificata) sul mercato internazionale, a prezzi mediamente superiori a quelli relativi alla centrale di Lünen.
L’attuale e temporanea sovrabbondanza di produzione elettrica, riconducibile alla riduzione dei consumi industriali, si trasformerà in un nuovo deficit non appena l’economia europea uscirà dalla crisi economica: si tratta di una fase ciclica (già conosciuta ad inizio anni 2000), destinata a modificarsi radicalmente in breve tempo.
AET necessita della partecipazione alla centrale di Lünen per rafforzare la sua posizione nel mercato elettrico, per permetterle di rifornire il Ticino a prezzi concorrenziali e per garantire al Cantone un mezzo efficace per implementare la propria politica energetica.
AET auspica vivamente che il Gran Consiglio si esprima positivamente nell’odierna seduta: un rinvio della decisione provocherebbe solo un indebolimento dell’azienda cantonale.
Per quanto concerne la strategia futura, AET destinerà una parte importante delle proprie risorse sulle energie rinnovabili in Ticino, quali la rete di teleriscaldamento del Bellinzonese, il Parco eolico del Gottardo e nuovi impianti solari.
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