| 1958 | Il 26 maggio il Gran Consiglio Ticinese vota la legge istituente l'Azienda elettrica ticinese (LAET), che entra in vigore il primo settembre. Il 20 settembre si svolge la seduta costitutiva del Consiglio di amministrazione, il cui primo presidente fu l'onorevole Guglielmo Canevascini. Poco prima di Natale, il 23 dicembre, il Gran Consiglio vota a favore del riscatto delle acque del fiume Ticino alla Biaschina e di quelle del Tremorgio a Rodi, le due prime centrali di AET. |
| 1959 | AET inizia la sua attività operativa il primo ottobre, allo scoccare della mezzanotte del 30 settembre Atel consegna ufficialmente al Cantone gli impianti della Biaschina e del Tremorgio. I dipendenti attivi nelle due centrali entrano nell’organico di AET. Anche le quote di partecipazione della Maggia e dalla Blenio (OFIMA e OFIBLE) del Cantone sono messe a disposizione di AET. |
La Vecchia centrale della Biaschina e le aziende di Bodio
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| 1960 | Il 6 giugno nasce la Verzasca SA, di proprietà 2/3 della città di Lugano e 1/3 del Cantone, che da in gestione la sua quota ad AET. A fine anno, il 19 dicembre, il Parlamento approva il messaggio per la realizzazione di un nuovo impianto idroelettrico a sud del villaggio di Personico, la "Nuova Biaschina". I lavori di costruzione iniziano nel gennaio del 1961. Durante l'anno si realizza il bacino di compenso di Nivo, presso Lavorgo, fra la resa del Piottino e la presa della Biaschina, con una capienza di 60'000 m3, per regolare l'utilizzo della Centrale Biaschina. |
La costruzione dell'impianto Nuova Biaschina
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| 1964 | Il 7 luglio il Governo decide per l’utilizzo in proprio delle acque del Ticino fra Airolo e Piotta, tramite AET. Si inizia quindi a progettare un nuovo impianto che sfrutti il salto dello Stalvedro. Il 9 novembre entra in servizio il primo gruppo di produzione della centrale della Verzasca, gli altri due seguono nel 1965. La gestione della produzione è assunta da AET. |
| 1965 | Entra in servizio il centro comando della Torretta che permette di centralizzare tutta l’informazione riguardante la gestione degli impianti di AET |
| 1967 | Il 18 gennaio il Gran Consiglio approva il riscatto dell’impianto del Piottino, costruito tra il 1928 e il 1932. L’impianto della Nuova Biaschina entra in servizio il 10 settembre con due gruppi produttivi per una potenza totale di 90 MW (contro i 30 MW del vecchio impianto della Biaschina a Bodio). |
| 1969 | A fine settembre entra in esercizio l’impianto dello Stalvedro, la cui potenza installata è di 13 MW. Durante l’anno si registra l’acquisizione della linea 50 kV Riazzino-Rivera. |
| 1972 | Il primo maggio AET rileva dall'Atel l’impianto del Piottino, la cui potenza è di 63 MW. Parallelamente acquisisce anche la linea 150 kV Lavorgo-Bodio. |
La vecchia presa di Rodi al Dazio Grande dell'impianto Piottino
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| 1973 | AET diventa azionista della società AKEB. |
| 1974 | Il 24 luglio entra in servizio il terzo gruppo produttivo della centrale Nuova Biaschina, con una potenza di 45 MW. Con l’installazione del terzo impianto la potenza totale dell’impianto è ora di 135 MW. Messa in esercizio della nuova linea 220 kV Avegno-Piano di Magadino. |
La sottostazione di Magadino
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| 1975 | Entra in servizio la sottostazione di Avegno. |
| 1977 | Rifacimento della linea 50 kV Lavorgo-Airolo |
| 1978 | Il 21 ottobre si registra un grave danno alla Centrale Nuova Biaschina durante una manovra di arresto telecomandato di un gruppo produttivo. Fortunatamente la centrale non è occupata da personale e si registrano solo ingenti danni materiali. |
| 1979 | Messa in servizio della nuova linea 150/50 kV Bodio-Lavorgo e entrata in esercizio delle sottostazioni di Faido, Olivone, Bodio e Biasca. |
| 1981 | Messa in esercizio della linea 220 kV Soazza-Gorduno. |
| 1985 | Messa in esercizio della linea 150 kV Manno-Mendrisio (1985), parzialmente immersa nel Ceresio ed entrata in servizio delle sottostazioni di Manno e Mendrisio. |
| 1986 | Alla Centrale Vecchia Biaschina è terminata la costruzione di una nuova officina meccanica per gli apprendisti: nasce il Centro di formazione di AET. L’impianto della Vecchia Biaschina viene messo fuori esercizio. All'interno dell'edificio principale trova posto l’officina meccanica di AET |
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| 1990 | Messa in servizio della prima rete di collegamento digitale via ponte radio. |
| 1991 | Spostamento della linea 50 kV Monte Carasso-Riazzino. |
| 1992 | Spostamento della linea 50 kV Monte-Carasso Bodio e messa in servizio della nuova linea 132/50 kV fra la centrale del Lucendro e quella dello Stalvedro. Sul tetto del Centro Comando di Monte Carasso viene realizzato il primo impianto solare di AET. |
| 1995 | Messa in servizio della nuova linea 50 kV Iragna-Moleno. |
| 2001 | A settembre il centro di formazione di Bodio riceve il riconoscimento di “Centro aziendale di formazione”. |
| 2002 | A maggio l’impianto idroelettrico di Ponte Brolla viene riscattato dal Cantone e dato in gestione ad AET, che decide di rinnovare totalmente l’impianto. Durante l'anno AET ritira e rinnova diversi impianti fotovoltaici: lungo la ferrovia a Riazzino, sullo stabile UBS di Suglio-Manno e su un edificio tecnico delle FFS a Giubiasco. |
La centrale idroelettrica e l'impianto solare di Ponte Brolla
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| 2006 | Iniziano i lavori per la realizzazione della Merchant Line Mendrisio - Cagno, la prima linea transfrontaliera in cavo ad alta tensione da 380 kV a livello europeo. |
| 2009 | A Ponte Brolla entrano in esercizio il nuovo impianto idroelettrico e l’impianto fotovoltaico installato sul lato sud del tetto della centrale. I lavori di risanamento sono iniziati nel 2007. Il primo settembre nasce AET Italia, società che opera nel mercato italiano. La linea transfrontaliera Mendrisio – Cagno entra in esercizio e a luglio inizia il suo sfruttamento commerciale. |
| 2010 | In auntunno entra in servizio il decimo impianto solare di AET, installato sul tetto delle scuole elementari di Castel San Pietro. |













