Il progetto rientra nel mandato istituzionale dell’Azienda elettrica ticinese, che le impone di garantire l’approvvigionamento energetico del Canton Ticino a prezzi competitivi.
Con AET TiGeo si cercano, in questa prima fase, possibili nuove risorse energetiche (per sfruttare, per esempio, il potenziale geotermico della zona) nella parte meridionale del Cantone, in particolare nel Mendrisiotto, che da un punto di visto geologico sembra essere l’area con il maggior potenziale di risorse.
Analoghe indagini, con risultati incoraggianti, sono già state effettuate vicino a noi. Per esempio, nel canton Lucerna, nei pressi di Entlebuch, sono stati estratti più di 74 milioni di metri cubi di gas naturale; a Riehen (BS) da un pozzo geotermico fuoriesce acqua alla temperatura di 65°C, che è sfruttata per il teleriscaldamento e nella pianura padana è stato estratto del petrolio e del gas naturale (in un sottosuolo che presenta diverse analogie con quello del Mendrisiotto).
Anche in Ticino ci sono segnali della presenza di risorse naturali sotterranee. A Stabio e ad Acquarossa vi sono acque termali, attorno al lago Maggiore, nella zona del Ceresio e nel Mendrisiotto si registrano fuoriuscite di gas naturale in piccole quantità, mentre sono noti gli scisti bituminosi del monte San Giorgio.
Il progetto AET TiGeo si svolge in due fasi. Dapprima è studiata una porzione di territorio (una linea di test), perché nonostante le premesse sopra descritte, non si conosce la precisa conformazione del sottosuolo del Mendrisiotto al di sotto dei 500 metri di profondità. In un secondo tempo, ma unicamente se i risultati della fase di test saranno positivi, si procederà con la campagna d’indagine principale, che analizzerà una superficie più ampia di territorio.
I primi risultati sono attesi per la seconda metà del 2011.
















