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Il 2019 ha segnato il ritorno alle cifre nere di AET dopo quattro esercizi consecutivi di perdite. Si conclude una lunga fase di difficoltà, caratterizzata dal crollo dei prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica, che rappresenta un unicum nella storia dell’Azienda. I risultati dell’esercizio 2019, presentati alla stampa alcune settimane fa, dimostrano che AET ha saputo superare questa crisi senza pregiudicare la sua solidità finanziaria. La strategia che ci ha portati a dirottare tutti i nuovi investimenti nella produzione rinnovabile e nella valorizzazione delle risorse energetiche locali ha dato i suoi frutti. Ma non è tempo di abbassare la guardia. Le incertezze relative al futuro del settore sono ancora tante e i loro effetti sull’andamento dei prezzi dell’energia all’ingrosso si traducono già oggi in un’estrema volatilità. A breve termine faremo i conti con le conseguenze di un’emergenza sanitaria che ha determinato un forte calo dei consumi e avrà strascichi di durata ad oggi non prevedibile. Le vendite di energia elettrica sono drasticamente calate e un contraccolpo sui risultati dei prossimi anni sarà inevitabile.

A medio termine saremo invece chiamati a mettere in campo risposte concrete ai problemi di sicurezza di approvvigionamento derivanti dalla progressiva dismissione delle produzioni nucleari e fossili in tutta Europa. Lo spegnimento della centrale di Mühleberg dello scorso dicembre ha segnato l’avvio, non solo simbolico, di una nuova fase della svolta energetica. Tra poco meno di due anni tutti gli impianti nucleari tedeschi avranno definitivamente cessato la produzione e i piani per una rapida uscita dalla produzione a carbone sono ormai in fase avanzata. Siamo giunti a un punto di svolta e quelli che fino a pochi anni fa erano semplici propositi politici si stanno trasformando in misure concrete. L’energia di origine fossile e quella nucleare saranno sostituite da nuove produzioni rinnovabili, eoliche e fotovoltaiche in primo luogo, le quali garantiscono importanti benefici ambientali ma hanno lo svantaggio di dipendere dalle stagioni e dalle condizioni meteorologiche e quindi di non essere programmabili. Ciò porterà a degli scompensi di produzione soprattutto nei mesi invernali, quando le ore di luce solare sono ridotte e i consumi energetici tendono a salire.

Per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, ossia un’erogazione di corrente costante e sufficiente nell’arco di tutto l’anno, bisognerà realizzare nuovi sistemi per l’accumulazione di energia che permettano di utilizzare l’eccedenza di produzione estiva durante i mesi invernali. In Svizzera gran parte di questa funzione sarà attribuita agli impianti idroelettrici ad accumulazione e a quelli di pompaggio/turbinaggio, che già oggi generano circa il 30 per cento dell’energia elettrica nazionale. Il loro ruolo diventerà sempre più importante e nell’immediato futuro si dovrà investire tanto nel potenziamento degli impianti esistenti quanto nella realizzazione di nuovi.

Gli investimenti in ambito energetico hanno tempi lunghi: basti pensare ai 17 anni che ci sono voluti per ottenere la licenza di costruzione di cinque pale eoliche sul Passo del San Gottardo o ai 12 anni che separano la conclusione dell’accordo per la realizzazione della nuova centrale del Ritom dalla sua prevista messa in esercizio. Vista in questa prospettiva la scadenza del 2050 fissata dalla Strategia energetica della Confederazione è molto più vicina di quanto si possa immaginare e la necessità di attivarsi in tempi rapidi appare evidente.

Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) si sta muovendo e ad inizio aprile ha presentato alcune proposte di modifica alla Legge sull’approvvigionamento elettrico (LAEl) e alla Legge sull’energia (LEne) che prevedono il potenziamento delle energie rinnovabili, l’introduzione di meccanismi per garantire la sicurezza di approvvigionamento, ma pure l’apertura completa del mercato (vedi articolo sotto). La loro effettiva applicazione dipende ora dall’esito di un complesso iter di consultazione e discussioni parlamentari. Il nostro auspicio è che tutto si risolva in tempi brevi, perché mai come oggi le aziende del settore necessitano di conoscere con precisione il quadro entro cui pianificare gli investimenti per il futuro.


Giovanni Leonardi
, Presidente CdA


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Allg. Bedingungen anwendbar auf Stromlieferungen / Dienstleistungen

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Commesse secondo LCPubb Art. 7 – esercizio 2017

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