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Stampa domenicale e trasparenza

Pubblicato
Lunedì 12 Luglio 2010

Con riferimento alla stampa domenicale del 11 luglio 2010, AET prende posizione come segue.

Per ciò che riguarda il rapporto KPMG del 26 agosto 2008 si rinvia al seguente passaggio di pagina 7 del rapporto finale KPMG del 4 marzo 2009, pubblicato sul sito internet aziendale negli scorsi mesi:

“Il risultato intermedio delle nostre verifiche è sfociato in un rapporto datato 26 agosto 2008 e consegnato unicamente al direttore di AET e al capo del servizio legale. La finalizzazione del rapporto è invece rimasta in sospeso in attesa degli esiti delle indagini ad opera del Ministero Pubblico. Dal nostro primo rapporto sono stati estratti tre fascicoli, uno per ogni fattispecie oggetto di esame, consegnati in data 10 ottobre 2008 al Ministero Pubblico su incarico di AET per l’espletazione delle incombenze istruttorie”.

Come confermato dalla società di consulenza, il rapporto del 26 agosto 2008 non è mai stato finalizzato ed è superato dal rapporto finale del 4 marzo 2009. Del rapporto datato 26 agosto 2008 sono state consegnate solo due copie:

  • la prima all’ex direttore Reto Brunett, che ha presumibilmente trattenuto tale documento, dal momento che il medesimo non è mai stato rinvenuto negli uffici aziendali
  • la seconda all’ex giurista: questo documento si trova tuttora presso AET e non è mai stato duplicato, né per il CdA, né per terzi.

Per quanto concerne il presunto scoop del “Mattino della domenica”, che cita un “conto tangenti”, il conto bancario di Singapore è privato e intestato all’ex direttore Paolo Rossi. Esso era riportato sia nel rapporto intermedio che nel rapporto finale KPMG del 4 marzo 2009 (nel documento reso pubblico da AET il passaggio era stato anonimizzato). KPMG e Ministero Pubblico erano quindi a conoscenza del conto bancario e le indagini esperite non hanno rilevato transazioni sospette.

Le affermazioni roboanti, ma prive di novità, rilasciate dal Mattino sono gravi e mirano non solo a completare il giornale in assenza di informazioni di rilievo, ma pure ad indebolire la posizione e l’immagine di AET in Ticino e nel mercato elettrico liberalizzato. Lo sa bene l’editore del Mattino, nonché membro di CdA di un’importante azienda attiva nel mercato elettrico.

La situazione patrimoniale di AET è solida e certificata da una fiduciaria internazionale. Non esistono buchi di CHF 200 mio, mentre l’investimento di EUR 13 mio nella società “REI” si è ridotto di EUR 3 mio in primavera 2010, grazie al rimborso effettuato dalla REI medesima. Il patrimonio della REI (20% AET e 80% finanziatori privati) è stato investito in parchi eolici esteri e non è per nulla sparito.


Azienda Elettrica Ticinese

AET, Azienda Elettrica Ticinese, è una società a capitale pubblico fondata nel 1958, che opera nel commercio nella produzione e nel trasporto di energia elettrica in Svizzera e all’estero. Secondo il mandato istituzionale l'Azienda “concorre all'attuazione e al coordinamento delle scelte di politica energetica cantonale”.
AET sfrutta oltre un terzo della produzione idrica cantonale ed è grossista in Ticino dei distributori di energia elettrica e di aziende di grandi dimensioni. Partecipa inoltre in imprese e consorzi di produzione energetica in Svizzera e all’estero. Il “Trading Floor” AET è presente sulle principali borse elettriche europee, intermediando volumi di energia in quantità multiple rispetto al volume di produzione propria.