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La ripresa osservata sui mercati internazionali dell’energia elettrica a partire dalla metà del 2016 si è consolidata e in poco più di due anni i prezzi all’ingrosso sono raddoppiati. I livelli raggiunti non si vedevano dal 2012, anno in cui era iniziato il declino.
L’evoluzione positiva è stata sostenuta da riduzioni temporanee della produzione nucleare in Francia, da un importante aumento dei prezzi del carbone (+90% dal 2016) e dei certificati del CO2 (+160% dal 2016), dalla conferma da parte della Germania del programma per la chiusura di tutti i suoi impianti nucleari entro il 2022, come pure dall’annuncio di un piano per la progressiva dismissione delle centrali a carbone tedesche.
Ma è stata in primo luogo la politica che, accortasi delle distorsioni causate dagli ingenti incentivi concessi soprattutto alle nuove energie rinnovabili, ha iniziato ad elaborare le misure necessarie a porvi rimedio.
Il trend innescato è positivo, ma non è sufficiente e va ulteriormente sostenuto. Le previsioni per AET confermano che l’Azienda riuscirà a superare stabilmente la fase di incertezza con l’inizio del prossimo decennio.
Il prezzo non è l’unica variabile in gioco: le scelte di politica energetica dei prossimi anni saranno altrettanto decisive. Esse ci diranno se, e in quale misura, il sistema energetico svizzero e le aziende che lo compongono continueranno ad essere sicuri, efficienti e competitivi. Dopo il chiaro sostegno popolare alla Strategia energetica 2050, è ora il turno della Legge sull’approvvigionamento elettrico, la cui proposta di revisione è stata messa in consultazione dal Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e del territorio poche settimane fa. Una legge da cui dipenderanno le strutture del settore e la sicurezza dell’approvvigionamento nazionali.
Il momento è cruciale e la ripresa in atto sui mercati dà sollievo al comparto idroelettrico nazionale, che può guardare al futuro con maggiore serenità. Ma le insidie non mancano. Il compito della politica in questa fase, sia a livello nazionale che cantonale, è quanto mai delicato: forgiare un modello stabile ed equilibrato per i produttori, come pure per i distributori.

 

 

Giovanni Leonardi, Presidente del Consiglio di Amministrazione




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