Centrali elettriche

Impianto idroelettrico Nuova Biaschina

Il fiore all'occhiello di AET

L’impianto Nuova Biaschina si estende sul fianco destro della Leventina, tra Lavorgo e Personico. È l’ultimo anello della catena produttiva di AET e sfrutta il dislivello di 304 m delle gole della Biaschina.

Realizzato tra il 1962 e il 1967, l’impianto della Nuova Biaschina è il più potente fra quelli attualmente gestiti da AET. Tra il 2016 e il 2019 le sue tre turbine sono state completamente rinnovate, consentendo un aumento del 9% della potenza complessiva.

3

gruppi di produzione
(turbine Francis)

 

380

GWh di produzione media annua

 
 

147

MW di potenza totale

 

1967

prima messa in esercizio

I bacini

L’impianto della Nuova Biaschina sfrutta un bacino imbrifero di 410 km2 le cui acque sono raccolte nei bacini di Nivo e Val d’Ambra.

Nel bacino di Nivo confluiscono le acque rilasciate dalla centrale Piottino e quelle captate dalla presa di Lavorgo. Con una capienza di 60’000 m3, il bacino alimenta una galleria che termina 11.5 km più a valle, nel bacino Val d’Ambra.

Il bacino Val d’Ambra ha una capienza massima di 400’000 m3, è stato realizzato parallelamente alla centrale ed è chiuso da una diga in terra impermeabilizzata con rivestimento bituminato. La ridotta capacità di questi due bacini, che si riempiono e si svuotano completamente nell’arco di 24 ore, impone una pianificazione della produzione dell’impianto su base giornaliera.

Bacino di Nivo

Invaso utile: 60'000 m3
Quota massima: 606 m s.l.m
Quota minima: 602 m s.l.m

Bacino Val d'Ambra

Invaso utile: 400’000 m3
Quota massima: 603 m s.l.m.
Quota minima: 580 m s.l.m.

L'impianto

Realizzato su progetto dell’ingegner Giovanni Lombardi l’impianto Nuova Biaschina a Personico sfrutta il dislivello delle gole della Biaschina.

La galleria che collega il bacino di Nivo con quello della Val d’Ambra raccoglie lungo il suo percorso i deflussi dei torrenti Osadigo, Fouda, Cramosina, Nadro, Marcri e Val d’Ambra, nonché le acque rilasciate dalla centrale del Ticinetto di proprietà della Società Elettrica Sopracenerina.

Sul fondo del bacino della Val d’Ambra si trova l’opera di presa che immette l’acqua in un pozzo blindato scavato nella roccia. Il pozzo blindato ha un diametro di 3.60 m, misura 534 m di lunghezza e raggiunge la centrale dopo un salto di 304 m.

La centrale

Al suo interno si trovano tre gruppi di produzione da 49 MW di potenza l’uno, azionati da turbine di tipo Francis montate ad asse verticale.

L’edificio della centrale Nuova Biaschina, disegnato dall’architetto Augusto Jäggli, è caratterizzato da sei archi in cemento armato che sorreggono un’ampia volta. Come per la centrale del Piottino vennero inizialmente installati soltanto due gruppi: il terzo si aggiunse nel 1974, ripagato con i proventi della produzione dei primi due.

La centrale Nuova Biaschina produce 380 GWh degli 827 GWh annui di tutta la catena della Leventina. L’elettricità generata è sufficiente a soddisfare il fabbisogno di 92’500 economie domestiche ed è rinnovabile al 100%, certificata naturemade basic. Dopo essere stata turbinata dalla Nuova Biaschina, l’acqua viene restituita al corso naturale del fiume Ticino.

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